mercoledì 10 marzo 2010

Lettera a Napolitano


Pubblichiamo col permesso dell’autore la lettera aperta al Presidente Napolitano di un nostro concittadino non iscritto all’IDV. Ci sembra che riassuma bene i dubbi e le preoccupazioni di tanti cittadini italiani che pensano con la loro testa.

Signor Presidente,

Credo che in questi giorni Ella si sia trovato di fronte a una scelta molto difficile. Uno degli motivi che convincono le persone a sentirsi cittadini di una Repubblica democratica sta nella possibilità di scegliere i rappresentanti e i programmi politici migliori. Tutti i cittadini hanno quindi il dovere di contribuire a tale scelta col voto. Per questa ragione il voto costituisce un diritto sancito da leggi che lo tutelano da manipolazioni, imbrogli, truffe prevedendo adempimenti precisi che tutti i partiti politici sono tenuti a rispettare.

Il varo di un decreto-legge per “sanare” un’inadempienza che avrebbe precluso il voto a circa metà dei cittadini in due importanti regioni costituisce, dunque, un evento sicuramente eccezionale. Chi Le scrive, in questa sede, non intende esprimere valutazioni sulle cause che possono aver provocato questa inadempienza; sta di fatto, però, che oggi, per consentire l’esercizio del diritto/dovere di voto a una parte di cittadini, il nostro Paese si è trovato costretto a veder violati alcuni principi fondamentali che riguardano le regole per l’espletamento delle elezioni.

L’eccezionalità dell’evento avrebbe richiesto almeno un atto di scuse da parte delle forze politiche “inadempienti” e una comunicazione alla Nazione (magari a “reti unificate”) da parte della più Alta carica dello Stato. Un momento di pedagogia civile, insomma, che restituisse alla Nazione il senso delle istituzioni, della sacralità della Costituzione, dell’eguaglianza di tutti i cittadini (e di tutti i partiti politici) di fronte alla legge, dell’imparzialità. Un gesto che spiegasse che si trattava, per l’appunto, di una situazione straordinaria, che ha imposto una decisione difficile. Se ci si abitua a situazioni di ambiguità o, a seconda delle prospettive, di abuso (in questo caso dobbiamo riconoscere che qualunque scelta avrebbe comportato un abuso); se i cittadini percepiscono simili provvedimenti come atti di normale (banale) routine legittimi, almeno per chi ha dalla sua la forza dei numeri, rischiamo davvero di precipitare irreversibilmente in una situazione di degrado da cui sarà molto difficile risollevarsi.

Con rispetto.

Prof. Sauro Mattarelli

martedì 9 marzo 2010

Nascita del Ministro

Per farci conoscere alle elezioni (1985)puntammo fin dall’inizio sulle scritte e sui manifesti sui muri.Una notte rischiai la pelle.Ero sull’autostrada, con Roberto Maroni, per riempire di scritte i muri dei cavalcavia.Era un’azione che imponeva di lavorare in coppia,perchè uno da solo sarebbe stato facilmente beccato :se una pattuglia lo avesse sorpreso, non si sarebbe potuto dileguare, perchè l’auto parcheggiata avrebbe facilmente condotto,attraverso la targa , alla sua identificazione. In due, invece , il sistema era questo: Maroni guidava l’auto, mi scaricava con vernice e pennelli, proseguiva e faceva inversione al casello successivo per poi tornare a prelevarmi . Così facendo ,eravamo sicuri di non essere identificati :se mi avessero sorpreso, io avrei potuto saltare la recinzione e fuggire nei campi , e l’auto era lontana.
Quella volta però, le cose andarono diversamente.Arrivò la pattuglia,mi urlarono :”fermo o sparo”.Non mi fermai naturalmente, mi gettai a terra e restai immobile.Quelli spararono davvero.Sentii i proiettili fischiare.Gli agenti forse rendendosi conto di avere fatto uno sbaglio, se ne andarono sgommando.

Tratto dal libro autobiografico VENTO DAL NORD del 1992

martedì 9 marzo 2010

Decreto Interpretativo

pubblicato su corriereromagna letterealdirettore di mercoledi 10 marzo

Il DECRETO INTERPRETATIVO , questo ci mancava , ma siccome siamo un Paese che non si fa mancare niente , eccolo qua .
Premetto che nella competizione elettorale , come nello sport , la presenza dell’avversario è fondamentale , le vittorie a tavolino esistono , ma non hanno lo stesso significato e non danno le stesse emozioni di quelle ottenute sul campo .
Però , nella politica , nello sport e nella vita di tutti i giorni , ognuno di noi ha delle regole da rispettare e guai non ci fossero , la non osservanza delle leggi comporta delle sanzioni , piaccia o non piaccia .
Le leggi e le regole sono le fondamenta su cui poggia una Nazione , la stessa Carta Costituzionale è un insieme di principi , di norme , di regole .
L’interpretazione delle regole può diventare molto pericolosa , fino al punto di renderle nulle .
Ricordo le politiche del 2004 , quando il nostro partito e la Lega Nord furono penalizzati per non aver superato lo sbarramento del 4% , l’IdV , prese il 3,98 % , la Lega Nord il 3,99 % , milioni di elettori videro vanificato il loro voto per un’inezia .
Bastava anche allora un decreto interpretativo che affermasse il principio che il 4% era indicativo , non tassativo e andava interpretato , come avviene in certe operazioni di mercato dove gli arrotondamenti per eccesso o per difetto fanno si che un 3,98 % è considerato a tutti gli effetti un 4 %..
L’interpretazione ha dei margini ampissimi , ad esempio il cittadino automobilista beccato senza cinture può affermare che quando era salito in auto le aveva allacciate , poi si è fermato a mangiare un panino , quando è ripartito ha dimenticato di allacciarle di nuovo , però siccome l’intenzione originaria era quella di avere le cinture allacciate il vigile deve interpretare la regola considerando la buona fede e non multarlo .
Come capirete potrei andare avanti all’infinito e rendere tutto legittimo.
Quello che è successo è gravissimo , un Paese dove chi comanda si taglia e cuce le regole pro domo sua è difficile chiamarlo democratico , così come poi risulta difficile chiedere ai cittadini di attenersi alle leggi che quel Paese impone .

lunedì 8 marzo 2010

Salvaliste


Movimenti politici di centrosinistra, associazioni, singoli cittadini
promuovono per la serata di martedì 9 marzo a partire dalle 20.15 una
fiaccolata per difendere la Costituzione e i principi di uguaglianza e
democrazia calpestati salvaliste” approvato dal Governo.
La Fiaccolata partirà alle ore 20:15 in piazzale della vittoria (sotto
la statua di icaro).

Invitiamo tutti a partecipare e in particolare gli iscritti all’IDV vista la gravità della situazione,
facciamo capire a questo governo che non può fare quello che vuole!
E intanto stiriamo le bandiere per sabato!!!!!!!!!

dal sito di Antonio Di Pietro
“Chiamata alle armi”. Sabato 13 marzo, dalle ore 13, tutti quanti a Piazza del Popolo, a Roma, in difesa della nostra legalità, della democrazia e della nostra Costituzione, perennemente violata da un governo golpista, come quello di Silvio Berlusconi, che per risolvere i suoi problemi di tipo giudiziari, imprenditoriali e, da ultimo, anche di tipo elettorale, si fa una legge a proprio uso e consumo.

continua…

domenica 7 marzo 2010

La leggerezza è figlia dell’arroganza

La vicenda del panino di Milione e la conseguente esclusione della lista PDL nella provincia di Roma non è dovuta al presunto ”dilettantismo” della destra. La notizia non mi ha stupito: è noto a tutti il costume italiano dell’accomodamento, dei condoni, del perdonismo, del ”per questa volta passi, ma non lo faccia più”, ecc.. Questo atteggiamento è diffusissimo nell’italiano medio, figuriamoci nel politico berlusconiano soprattutto di questi tempi. Non a caso è successo in questa tornata elettorale dove non c’è eccessiva tensione e dove Berlusconi sembra essere invincibile (continua ad avere un record di consenso nonostante tutto). E’ quindi evidente la convinzione che se qualcosa dovesse andare storto nell’osservanza delle norme poi risolve tutto Silvio.
Se invece vivessimo in un Paese ”normale” dove la legge è legge, il sig. Milione avrebbe sopportato i crampi del suo stomaco e digiunato per paura di quello che sarebbe potuto accadere.
D’altra parte ormai mi sono abituato a questa Italia e sono rimasto allibito quando il leader del nostro partito ha parlato di impeachement per Napolitano.Ma in che paese viviamo ? In una democrazia liberale ? In America ? Noi abitiamo in una Repubblica delle Banane dove il fascismo è stato soltanto ibernato e adesso si sta scongelando…poi la storia ha dimostrato, come scriveva Carlo Rosselli negli anni ‘20, che gli italiani si dividono in due categorie: i sudditi e gli anarchici. Quindi, purtroppo, i discorsi che fa Di Pietro, i nostri concittadini non li capiscono, perchè allergici alle regole democratiche-liberali.
Ma forse è meglio insistere, come sta facendo, per non perdere la speranza: chissà (anche se sembra pura illusione)forse un giorno ci accorgeremo di stare in un Paese normale.

sabato 6 marzo 2010

Sulla Regione Romagna: posizione di ascolto, ricerca e confronto


Pubblicato come lettera al direttore sul corriereromagna di domenica 7 marzo

Rileggo che  l’ Italia dei Valori – sopratutto a Forlì – è a favore della Regione Romagna sic et nunc, ma la cosa non è affatto vera. Per cui essendo io la memoria storico di questo percorso e vedendo che le posizioni personali dei diversi esponenti del nostro partito vengono usate in modo strumentale sono costretto ad intervenire.

 L’ Italia dei Valori a Forlì e Cesena, in particolare,  è sempre stata per la valorizzazione del territorio romagnolo nel suo complesso e per responsabilità decisionali sempre più vicine ai  territori. La Regione Romagna è  il primo strumento che negli anni passati abbiamo esaminato ed ovviamente condizionato ad un referendum popolare in Romagna,  perchè devono essere  i romagnoli stessi a fare la scelta. “In progress”  sono state fatte diverse verifiche, che ci hanno convinti che la tematica non era,  né è,  molto sentita tra la gente, che i costi sono molto alti, che passare  da una regione forte, oltretutto tra le prime in Italia per gestione e capacità di governo - ad una regione piccola non è la scelta migliore, che  la questione è strumentalizzata dal centrodestra in modo abnorme

. Pertanto abbiamo esaminato anche altri strumenti, tra cui al momento ne evidenziamo due che sono, il secondo, l’ allargamento del primo.  Il primo è riferito ad un Coordinamento forte e costante tra i Comuni di Romagna, che in pratica rappresenterebbe “l’ area vasta della politica” ed il secondo è la ben nota città metropolitana (di difficile realizzazione visto che le città possibili di metropoli sono state indicate dalla legge, ma che potrebbero essere implementate), che eliminerebbe le tre provincie e realizzerebbe ex lege un fortissimo  coordinamento in grado di superare le diverse anime conflittuali. Ora la posizione del partito locale è su questa linea di apertura, confronto e ricerca, fermo restando che a livello personale per ognuno di noi c’ è piena libertà di coscienza, per cui ci sono coloro che guardano con attenzione un futuro  referendum per la possibile Regione e intendono lavorare per un maggior radicamento del tema tra le popolazioni e quelli che sono oltre tale scelta, e ovviamente  tanti che il problema non se lo pongono affatto. L’ obiettivo reale e di tutti è ovviamente  solo questo: fare  il possibile per rafforzare le nostre tematiche complessive (oltre quelle specifiche di Forlì, Rimini e Ravenna)  partendo dall’ attuale contesto regionale.  Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

venerdì 5 marzo 2010

Savignano, le società partecipate e voglia di cambiamento

L’IDV di Savignano vede la nomina di Stefano Bellavista a Presidente del consiglio di amministrazione di Unica Reti Spa come una anomalia al nostro modo di pensare; ciò anche in considerazione delle mozioni approvate dal Congresso Nazionale del Partito svoltosi a Roma due settimane fa. Già da tempo i nostri sforzi di cambiare un certo modo di fare politica col trovare poltrone ai politici trovatisi disoccupati stanno facendo piccoli passi in avanti con la riduzione di posti nei consigli di amministrazione e la nomina di consiglieri in base a curriculum (è il caso della nostra consigliera). Poi recentemente è stato stabilito dal Congresso una ”riduzione delle società partecipate” (mozione Di Pietro) e il divieto di ricoprire ruoli da parte di ex-amministratori se non siano passati almeno cinque anni dal loro precedente incarico (mozione Pardi); quindi secondo il dettato del nostro partito Bellavista non avrebbe potuto occupare quella poltrona. Riteniamo lodevoli le osservazioni in proposito del consigliere Pizzinelli (lista Cambiamo Savignano)ma il PDL dove governa si comporta esattamente come il PD. Certamente occorre fare di più attribuendo ai consigli di amministrazione delle partecipate un ruolo di indirizzo politico, quindi senza incarichi retribuiti ma un semplice gettone di presenza equiparato al compenso ricevuto dai consiglieri comunali. Il lavoro dell’Italia dei Valori è appena cominciato, d’altra parte siamo nelle amministrazioni locali da neanche un anno e si è appena svolto il primo congresso. Ma gli altri partiti di destra, sinistra e centro con consenso e potere maggiore di noi cosa hanno fatto dal dopoguerra ad oggi per contrastare la pratica della ”casta” nel trovare ”poltrone” ben retribuite a politici non eletti ? La tentazione a fare come fanno tutti gli altri partiti è forte anche da noi ma la nostra credibilità è in gioco se non riusciremo a contrastarla.Segnaliamo che nel Comune di Forlì sotto la spinta dei consiglieri targati IDV le nomine dei cda delle partecipate avvengono per concorso pubblico e scelti con curriculum.

giovedì 4 marzo 2010

Lezioni di Democrazia


Il Partito dell’ amore,della libertà e della pace ci fa capire finalmente cose è la DEMOCRAZIA.
Se in una tornata elettorale il pdl sbaglia e non riesce a consegnare in tempo le firme che servono secondo le leggi per presentare il simbolo ,si può soprassedere e fare finta di niente ,ignorare le leggi che loro stessi hanno redatto,pena un vulnus nelle DEMOCRAZIA.Il popolo di destra ha diritto di esprimere la propria fede.Se le regole creano ostacoli,non sono più regole ma burocrazia inutile.

Probabilmente la DEMOCRAZIA avrebbe sofferto meno se l’errore lo avesse commesso in una provincia l’IDV,come probabilmente succede in un’Italia così grande e noi non ne veniamo a conoscenza.Il cittadino però se si sbaglia la denucia dei redditi viene multato, se parcheggia male gli viene ritirata l’auto e così via.I diritti dei partiti sono superiori ai diritti dei cittadini.Alcuni partiti hanno poi maggiori diritti di altri,notoriamente portatori di odio.

Alcuni cittadini sono arrestati con qualche dose di fumo e ci rimettono la pelle dalle botte ricevute se sono particolarmente sfortunati ,i politici notoriamente beccati che fanno uso di droghe non vanno a fare i test proposti da un loro collega.A qualche cittadino che in fregola perchè magari in crisi con la consorte o troppo timido per cercare un amore si ferma davanti ad una escort viene segnalato e deve lasciare l’auto allo stato democratico che lo accudisce,mentre i grandi politici possono avere allevamenti di escort senza fare una piega,anzi è dimostrazione di machismo perchè l’italiano vuole i suoi capi così.

Questa è la DEMOCRAZIA, baby

mercoledì 3 marzo 2010

Il Caso Morgan-Brosio


Brosio,il giornalista che rimaneva fisso davanti al tribunale di Milano ai tempi di Mani Pulite si confessa e in un libro racconta di avere sniffato cocaina.
In realtà è Il caso cocaina che sta devastando l’Italia.Una volta era anticonformista farsi una riga, oggi non lo è più, l’uso delle droghe fa parte ormai del mondo borghese, è un fenomeno diffuso su larga scala.Indice di conformismo sociale.Solo che la sincerità non paga,l’errore di essere sincero ,di non pensare alle conseguenze della confidenza fatta a un giornalista ha danneggiato Morgan.

Oggi la menzogna detta in pubblico è d’obbligo,vedi come al solito la nostra ossessione:il signor B:secondo lui il problema principale degli Italiani è la Magistratura deviata,sono gli avversari politici che vorrebbero la legge uguale per tutti e per questo sono degli eversori. Purtroppo per noi, il suo falso ottimismo deve vincere, la crisi secondo Lui non esiste,l’ideologia perbenista ipocrita propagandata dai servi in tv deve dominare le menti.
La normalità deve rimanere nascosta,1 milione di Italiani usano cocaina, l’uso sproporzionato di antidepressivi in continua crescita evidenzia un disagio sociale che non si può raccontare,pena un ristagno dell’ economia .

E purtroppo chi ha il potere di cambiare le cose non è credibile,oggi l’aggettivo “politico” è ritenuto offensivo perchè chi dovrebbe dare l’esempio e siede in Parlamento ha la fedina penale sporca, va a prostitute quando legifera ipocritamente per condannare lo stesso fenomeno, usa cocaina come dimostrò il test a sorpresa sul capello delle “Iene”poi censurato.
I peggiori poi usano stupefacenti e vanno a trans per non farsi mancare niente.Questi falsi moralisti,sono quelli magari che fanno dichiarazione contro la criminalità o contro gli stranieri che sono gli stessi che gli forniscono la dose.

Cosa possono fare i giovani per combattere questa cultura dominante dell’irresponsabilità?Gli stessi giovani che per lavorare devono andare all’estero dopo la laurea?Gli stessi giovani che sanno che non avranno mai una pensione che li possa fare vivere decentemente?

Non lo so ,ma intanto proporrei il test antidroga a sorpresa obbligatorio per tutti i politici a partire dai consigli comunali.Non si fa già per gli atleti? Mi è giunta una mail di Belisario (IDV) che vorrebbe rendere il test antidoping obbligatorio già in queste elezioni.Siete d’accordo?

mercoledì 3 marzo 2010

Dimissioni da Consigliera Circoscrizionale

Ho presentato ufficialmente le mie dimissioni per motivi personali da Consigliere di Circoscrizione 1 questo venerdì (19/02/10), dopo mesi di indecisione.

Ma a scanso di equivoci vado a spiegarvi quali sono le motivazioni personali che mi hanno spinto a questa sofferta scelta.
Attualmente lavoro (per fortuna) ed ho provato anno scorso (per la 3^ volta) ad entrare all’università senza riuscirvi.
Sempre anno scorso si sono svolte le elezioni amministrative, alle quali mi sono scetticamente candidata come Consigliere nella mia Circoscrizione, convinta trattandosi della prima esperienza politica di ricevere soltanto 3 voti: il mio e quelli di mia mamma e mio babbo.
Invece, diversamente dalle previsioni e grazie alla rinuncia di Biserna sono stata eletta in Circoscrizione.
A settembre ho provato nuovamente l’esame di ammissione e con sorpresa sono riuscita a superarlo.

Ho rappresentato fino ad ora, nel modo migliore che ho potuto, il Partito nella mio territorio nonostante la situazione “bollente” venutasi a creare in quella Circoscrizione.
Mi sono però dovuta scontrare con le difficoltà fisiche e mentali di portare avanti questi due progetti, Università e Circoscrizione ed alla fine ho dovuto scegliere.

Ringrazio tutti quelli che hanno avuto fiducia in me e che mi hanno aiutato e sostenuto in questa esperienza

Erica Cangini