Il Consiglio provinciale torna a riunirsi lunedì 1° febbraio, alle ore 15, in corso Garibaldi 50, a Piacenza, per l’esame di un ordine del giorno che prevede le comunicazioni dei consiglieri e otto punti di discussione:
-l’approvazione dei verbali di sedute consiliari precedenti,
-due ordini del giorno concordati da tutti i capigruppo, il primo per la condanna della repressione in Iran, il secondo relativo alla presenza del Crocifisso nelle scuole e nella sede della Provincia,
-cinque mozioni, una presentata dal consigliere Speroni, del gruppo “Io scelgo Boiardi”, per chiedere l’attivazione di un percorso formativo sui temi dell’adozione rivolto alle scuole primarie, una presentata dai consiglieri del gruppo Lega Nord sulla carne equina, una presentata dal consigliere Caminati, del gruppo PD, sul bilancio di previsione 2010 delle scuole statali e le ultime due presentate dal consigliere di Lega Nord Dosi, la prima per chiedere corsi di formazione per aziende agrituristiche e agricole di trasformazione, la seconda per l’avvio di iniziative che favoriscano la sostituzione delle le borse di plastica per la spesa con contenitori in materiale riciclabile.
Ecco un comunicato stampa di Antonio Di Pietro a sostegno della manifestazione di domani 30 gennaio del popolo viola. A Piacenza come detto ci sarà un sit-it dalle ore 16 in Piazza Cavalli.
COSTITUZIONE: DI PIETRO IL 30 IN PIAZZA CON ‘POPOLO VIOLA’, LA DIFENDEREMO = Roma, 28 gen. – “Il 30 gennaio scenderemo di nuovo in piazza con il Popolo Viola per difendere la Costituzione”. Lo annuncia il presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro, sul suo blog. “Il ministro Brunetta -spiega Di Pietro- vuole cambiare l’articolo 1 perche’, secondo lui, non vuole dire niente che una Repubblica sia fondata sul lavoro. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sotto dettatura di Berlusconi, prova sistematicamente a stravolgere l’articolo 3: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, a meno che non siano presidente del Consiglio, della Camera, del Senato o della Repubblica’”. “I ministri Bondi e Gelmini -prosegue il leader dell’Idv- sognano una riforma dell’articolo 9: ‘La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, ma i ricercatori devono restare precari e le famiglie devono adeguarsi silenziosamente ai tagli di fondi e personale’. Il sottosegretario Bonaiuti e l’ex-ministro delle Telecomunicazioni Maurizio Gasparri vorrebbero che l’articolo 21 dicesse: ‘Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, ma se questo pensiero sara’ diverso da quello del governo non verra’ trasmesso in televisione”. “Tutti questi tentativi di riscrivere la Costituzione sono un segno di vandalismo istituzionale. Il governo parla di riforme condivise: questa e’ la cipria con cui nasconde il bubbone delle leggi ad personam. Per questo, l’Italia dei Valori si mobilita insieme al Popolo Viola e tutti quei cittadini -conclude Di Pietro- che chiedono il rispetto della democrazia e vogliono che Berlusconi se ne torni a casa”.
L’Italia dei Valori di Piacenza ha aderito al sit-in organizzato dal popolo viola che si terrà sabato 30/01 in Piazza Cavalli a Piacenza con inizio alle ore 16. Il tema è quello della difesa della Carta Costituzionale, tanto bistrattata dalla maggioranza di Governo in questa legislatura.
Ecco il video della conferenza stampa indetta venerdì 22 gennaio nella sede piacentina dell’Italia dei Valori.
Da libertà del 20/01

In un periodo nel quale la Costituzione italiana è oggetto di continui attacchi la nostra iniziativa mira anzitutto a farla conoscere e riscoprire insieme ai suoi principi irrinunciabili. Tra questi c’è la forma repubblicana del nostro Stato, la centralità del Parlamento, la sovranità popolare nelle forme e nei limiti stabiliti dalla stessa Carta, il riconoscimento e la tutela dei diritti inviolabili dell’uomo, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la libera manifestazione del pensiero, la centralità del lavoro.
Le minacce alla Carta vengono come di consueto dalle solite “leggi ad personam” messe in campo dal “Governo ad personam” del premier. Infatti, dopo la bocciatura della Corte Costituzionale al Lodo Alfano, in palese contrasto con l’articolo 3 e 138 della Costituzione, ecco che si ripresentano provvedimenti analoghi fatti su misura per bloccare la spada di Damocle del Tribunale di Milano (processi Mills e fondi neri Mediaset) che pende sul capo del Premier. Il primo è il “Processo breve”, approvato al Senato e in attesa di esame dalla Camera, che fissa un tetto massimo di due anni per ciascun giudizio, senza però dare né i mezzi né la riorganizzazione idonea agli uffici giudiziari per stare in questi tempi. Inoltre, con il disegno di legge in questione potrebbero estinguersi i reati contestati nei processi per i crack Cirio e Parmalat, per le scalate alle banche Antonveneta e Bnl, per la corruzione nella vicenda Eni-Power, per le “morti bianche” alla Thyssen, per le morti da amianto. E ancora: i processi Impregilo, Unipol, Pirelli-Telecom, Italgas, Eni-Snam. E chissà quanti altri ne scopriremo nei prossimi giorni. Il secondo provvedimento è il “Legittimo impedimento” che darà il via libera all’imputato per non presentarsi davanti ai giudici quando avrà un impegno istituzionale, al contrario di ogni normale cittadino. Infine il disegno di legge Chiaromonte (PD)-Compagna (PDL) silenziosamente depositato in questi giorni che punta alla modifica dell’articolo 68 della Costituzione reintroducendo l’immunità parlamentare abolita nel 1993.
Questi sono alcuni dei motivi per cui abbiamo promosso l’iniziativa “Promemoria”, regalando una copia della Costituzione a tutti i cittadini interessati nell’arco della scorsa settimana. La distribuzione continuerà da domani nei luoghi e negli orari sotto indicati.
Banchetti in cui distribuiremo una copia della Costituzione a tutti i cittadini che lo vorranno:
-SABATO 23 GENNAIO DALLE 9:30 ALLE 12:30 in via XX settembre angolo via Chiapponi
-SABATO 23 GENNAIO DALLE 9:30 ALLE 12:30 al mercato della Besurica
-MERCOLEDI’ 27 GENNAIO DALLE 9:30 ALLE 12:30 sotto i portici di P.zza Cavalli
-GIOVEDI’ 28 GENNAIO DALLE 9:30 ALLE 12:30 alla Galleria del Sole – centro commerciale farnesiana
Il discorso del Senatore Li Gotti relativamente alla dichiarazione di voto del Ddl sul “processo breve” al Senato della Repubblica. Il provvedimento passerà ora all’esame della Camera dei Deputati.
Il 10 gennaio è stato diffuso l’ultimo bollettino del Ministero della Salute che ha attestato a 210 il numero decessi causati dal virus influenzale A-H1N1, con un rapporto malati su vittime dello 0.005%. Proprio da quest’ultimo dato occorre partire per fare qualche onesta riflessione sull’effettiva pericolosità della “suina”, considerando che una normale influenza stagionale fa crescere solitamente l’indice sopracitato all’incirca fino allo 0.2%.
Diciamo subito che nei mesi scorsi partì una vera e propria campagna mediatica, molto allarmistica, dell’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità), per consigliare i cittadini all’immediata vaccinazione. La pericolosità di questo virus era attestata, per l’Organismo Mondiale, al livello 5 su 6, cioè al penultimo scalino prima dell’allarme massimo. Anche l’Italia dei Valori, a livello locale e a fronte di queste inquietanti notizie, a fine settembre pose un’interrogazione in Consiglio provinciale per capire cosa stesse facendo e come si stesse attivando presso la Regione Emilia-Romagna e l’ASL Massimo Trespidi, neo Presidente della Conferenza Socio-Sanitaria.
Ad oggi, oltre ai dati di mortalità inferiori ad una normale influenza stagionale, sono però sono balzate all’occhio numerose altre anomalie: la Corte di Conti infatti rilevò a suo tempo alcune irregolarità nel contratto firmato dallo Stato Italiano, fra cui la possibilità di mancato rispetto delle date di consegna del prodotto, da parte delle multinazionale farmaceutica Novartis, senza per lei l’applicazione di alcuna penalità e, in più, l’esonero per quest’ultima da ogni responsabilità per eventuali danni imprevedibili o inattesi. Tuttavia la CDC soprassedette a ciò e diede il via libera in ragione proprio “d’eccezionalità” e “dell’imminente pericolo pandemia”.
Da rilevare anche l’ingente esborso governativo, pari a 184 milioni di euro di soldi pubblici in cambio di 24 milioni di dosi di vaccino, anche se ad oggi le dosi utilizzate sono state poco più di 850 mila. E soprattutto, perché le stesse sono state consegnate in 10 milioni d’unità mentre da pochi giorni vi è stato l’annullamento delle dosi ancora da ricevere ? Su questo occorrerebbe fare maggiore chiarezza possibile (a questo proposito l’IdV, nelle persone degli Onorevoli Silvana Mura e Antonio Palagiano, ha rivolto un’interrogazione al Ministero della Salute, che riportiamo integralmente su www.idvpiacenza.it). infine invitiamo il Sen. Gasparri, preso atto della sua recente indignazione sui costi spropositati dei vaccini e sulla complessiva gestione della vicenda, a chiederne conto, proprio come ha fatto l’IdV, al responsabile principale di tutto ciò: il suo Governo.
ANDREA FOSSATI – coordinatore giovani Italia dei Valori Piacenza
Leggi anche: Il contratto siglato dal Ministero della Salute e dalla casa farmaceutica Novartis
In data 13/01/2010 gli Onorevoli Palagiano e Mura hanno rivolto un’interrogazione al Ministro della Salute Ferruccio Fazio per sapere quanto segue:
PALAGIANO e MURA. – Al Ministro della salute.- Per sapere – premesso che:
l’epidemia da virus H1N1, secondo quanto dichiarato dal Ministro Fazio, presenta un tasso di mortalità dello 0,03 per mille, mentre quello dell’influenza stagionale si attesta intorno all’1 per mille;
esiste un’evidente contraddizione tra il basso tasso di mortalità dell’attuale pandemia e l’esigenza di vaccinare gran parte della popolazione acquistando, inizialmente, 24 milioni di dosi di vaccino dalla Novartis al costo di circa 184 milioni di euro;
la spesa sanitaria totale relativa ai vaccini è tutt’oggi non sufficientemente chiara;
è stata attuata in questi mesi una campagna mediatica di resistenza alla vaccinazione collettiva, che interessa per la prima volta anche la classe medica per una presunta tossicità derivante da composti mercuriali presenti nel vaccino;
negli Stati Uniti non sono state liberalizzate e commercializzate dosi di vaccino contenenti adiuvanti ed è stato appena dato il via libera ad un siero privo di tali sostanze;
la vaccinazione di massa, comporta, inevitabilmente, notevoli interessi economici internazionali da parte delle multinazionali del farmaco produttrici di vaccini e farmaci antivirali;
esiste un alto livello di attenzione sul fenomeno e sul rischio di contagio dal quale qualcuno può trarre vantaggio;
esistono dei precedenti negli Stati Uniti in cui cariche istituzionali, ricoprenti ruoli di responsabilità, o comunque vicine ad aziende biofarmaceutiche, hanno contribuito al loro balzo in borsa, attraverso vaccinazioni di massa contro presunte infezioni, che hanno cagionato il decesso di poche centinaia di individui;
al di là della portata dell’epidemia, le case farmaceutiche hanno la necessità di fare circolare le confezioni già prodotte;
prima di procedere alla vaccinazione è insolitamente necessario firmare un atto di consenso, per tutti i rischi connessi agli effetti della somministrazione del vaccino;
proprio per la necessità di tale consenso informato, il vaccino non è acquistabile in farmacia e quindi non è accessibile a chiunque senta l’esigenza di utilizzarlo;
è inoltre possibile un concreto rischio di mutazione virale, con il conseguente aumento della virulenza, che renderebbe vana, nonché superflua, la vaccinazione – considerando che gli anticorpi iniziano a formarsi negli individui che si vaccinano non prima di 30/40 giorni dopo la somministrazione;
nel 1976 la vaccinazione di massa contro la cosiddetta influenza suina, si è rivelata inutile;
i vaccini attualmente somministrati stanno portando ad un’attenuazione della sintomatologia ed alla riduzione del contagio, in un’epoca presumibilmente successiva all’acme dell’epidemia;
esistono precedenti di diffuso panico planetario, come è accaduto nei confronti dell’antrace, dell’aviaria e della Sars, in cui a fronte di tanto clamore mediatico e di una elevata spesa sanitaria, i rischi di mortalità si sono rivelati inesistenti o comunque trascurabili;
la situazione attuale vede meno di un milione di italiani vaccinati. Il nostro Paese ha ordinato 48 milioni di dosi, con l’obiettivo di vaccinare il 40 per cento della popolazione, a partire dalle categorie a rischio e quelle di pubblica utilità, ma ad oggi sono state somministrate circa 840 mila dosi. Rispetto alla possibilità di rivendere parte dello stock ordinato, nessuna decisione è stata ancora assunta;
i dati aggiornati indicano che il personale a rischio e lo stesso personale sanitario si sono vaccinati pochissimo (15 per cento), e la pandemia sta facendo il «suo corso» con una mortalità inferiore alle influenze stagionali; 193 sono le vittime correlate alla nuova influenza A al 27 dicembre 2009, ossia lo 0,0048 per cento in rapporto al totale dei malati di nuova influenza;
seppure l’influenza A è ancora presente, e potrebbe essercene un picco tra fine gennaio inizio febbraio 2010, sembra ormai evidente che ci si attesterà ad un dato di vaccinati ben lontano dallo sperato;
la Francia ha cominciato a rivendere all’estero una parte del proprio stock di vaccini, ordinati in eccedenza, contro il virus A/H1N1 dell’influenza A, e il risultato finale è stato analogo in molti Paesi europei: meno del previsto i cittadini che si sono vaccinati e scorte di vaccino sono rimaste inutilizzate nei magazzini. Così, vari Governi hanno deciso di rivendere le dosi in eccesso ad altri Paesi -:
quali garanzie intenda fornire sulla reale efficacia e soprattutto innocuità del vaccino o meglio dei vaccini proposti – i cui effetti collaterali non sembrano, al momento, essere prevedibili – quali siano gli effettivi costi della vaccinazione di massa e dell’impiego dei farmaci antivirali, la cui spesa sembra sproporzionata rispetto ai dati tranquillizzanti trasmessi dallo stesso ministero e cosa intenda fare con le dosi di vaccino in eccesso, considerata la bassa percentuale della popolazione che vi ha fatto ricorso sino ad oggi.
(3-00830)