Se – come qualcuno sostiene – il Presidente Napolitano è stato costretto a firmare il decreto truffa salva-liste per evitare al Paese una deriva violenta, soprattutto dopo le minacciose affermazioni del ministro della difesa, allora egli non è libero. E se non è libero il Presidente significa che siamo in presenza di una dittatura. Che nel terzo millennio non ha bisogno di mascelle volitive, stivaloni e camice nere, gli basta un governo capace di svuotare delle proprie prerogative il Parlamento, controllare l’informazione abolendo i talk show, modificare le regole elettorali a partita iniziata: governare a forza di leggi ad personam e ora anche ad listam significa attentare alle istituzioni svilendole nelle loro funzioni e mortificarle piegandole ai propri interessi.
L’Italia dei Valori aveva da tempo ipotizzato i rischi di un vero e proprio golpe collegato ad una interminabile fila di leggi ad personam e di coperture costanti di corrotti e mafiosi. Quello che poteva sembrare soltanto un giudizio politico è ora stato confermato dall’enorme gravità di un decreto legge, promulgato dal Capo dello Stato, che, in dispregio dei principi di uguaglianza e del rispetto della legge previsto dalla Costituzione, discrimina comportamenti e diritti delle forze politiche ad esclusivo vantaggio del partito del capo del governo: partito guidato dallo stesso presidente del consiglio.
L’amarezza che il Presidente Napolitano non abbia impedito un ennesimo sfregio alla Costituzione, è mitigata solo dalla consapevolezza che egli non ha agito liberamente ma dietro costrizione, come si intuisce tra le righe delle sue dichiarazioni.
Noi crediamo che rispettare le leggi sia il solo modo per garantire l’andamento democratico della vita del Paese e che ogni escamotage volto ad eluderle sia un comportamento eversivo. Così come siamo convinti che – al di là delle dichiarazioni ipocrite, pavide e dei dietro-front di molti – la nostra indignazione sia anche l’indignazione di cittadini ed elettori che, pur collocandosi politicamente in altri schieramenti, condividono le nostre battaglie per la legalità.
La strada principale per mandare a casa un governo piduista e golpista è il voto e i sondaggi che indicano il suo calo significativo di consensi sta a significare che gli elettori si stanno rendendo sempre più conto di essere di fronte ad un governo e a una maggioranza che usano le istituzioni per farsi spudoratamente gli affari propri.
In attesa di quel voto liberatorio è doveroso manifestare pubblicamente la nostra indignazione. L’Italia dei Valori di Piacenza sarà pertanto a piazza del Popolo, sabato 13 marzo, insieme a tutte le altre forze politiche del centro sinistra, alle tante associazioni e a tutti i cittadini onesti che sono stanchi di questo continuo abuso di potere e sfregio delle regole. Chi volesse partecipare alla manifestazione potrà usufruire del pullman messo a disposizione dal IdV Piacenza contattando il numero telefonico 347- 7105019.
Italia dei Valori – Segreteria provinciale