lunedì 1 febbraio 2010

Manifestazione 30 gennaio: L’ IDV a fianco del Popolo Viola

Autore : Roberta Rossi

 

30.01.10: Il Popolo Viola chiama,  IDV Parma risponde, atto secondo.

In difesa della Costituzione

 

Oggi, 31.01.10, mi sono svegliata e sta nevicando. Che fortuna, ho pensato, ieri siamo stati graziati dal sole. Le previsioni facevano a pugni fra di loro fino a poche ore prima.

Alla fine ci si è abbandonati alla speranza che il tempo tenesse e così è stato.

A piazzale S. Croce intorno alle 15 la gente comincia ad aggregarsi. Si è ancora pochi. Ma quando lentamente il corteo si compatta e  arriva all’altezza di Via Mazzini dove si gira verso il monumento del Partigiano in Piazzale della Pace, si capisce che la manifestazione è un successo aldilà  dei numeri.

 

 Al Popolo Viola  va il merito di essere riuscito a saldare in questo corteo e sit-in in difesa della Costituzione, la lotta partigiana  ai ragazzi presenti in forze,  ideali pronipoti di quella importante stagione fondamento dell’Italia repubblicana.

 

Le associazioni partigiane, a detta degli stessi partigiani intervenuti, hanno avuto la sensazione di essere riusciti a passare il testimone ideale della loro lotta, di essere finalmente riusciti a far arrivare il  messaggio alle nuove generazioni, la sensazione che non abbiano lottato in vano ma che ci saranno dei giovani dopo di loro che hanno capito e fatto proprio il loro impegno.

 

Un altro momento simbolico alto è stata la consegna davanti alla prefettura ad un funzionario di polizia di due pergamene fermate da un nastrino di raso Viola: le associazioni e i partiti che hanno aderito alla manifestazione  hanno sentito il bisogno di far arrivare al Prefetto un documento unitario in cui si spiegano le ragioni della manifestazione con uno stralcio del discorso di Calamandrei.

 

Due le pergamene: una destinata al prefetto e una al Governo per far capire  in modo semplice e chiaro che la società civile non ci sta, non è d’accordo con quello che si sta tentando di fare e che ha ben presente la posta in gioco, nonostante i continui tentativi di distrarci dalle questioni importanti.

Noi ci siamo e siamo attenti, “every step you take, every move you make, I’ll be watching you”, cantavano una volta  I Police.

 

Roberta Rossi

venerdì 29 gennaio 2010

La confessione

Autore: Antonio Di Pietro

Finalmente hanno confessato e noi ora possiamo fornire pure la prova scritta.

Sì, l’ebbrezza dell’impunità ed il menefreghismo verso le istituzioni hanno portato il Capogruppo e il suo vice del Popolo della Liberta’, Cicchitto e Bocchino, a confessare le reali motivazioni per cui la maggioranza parlamentare, succube di Berlusconi, vuole approvare la legge sul legittimo impedimento. Ecco la lettera autografa che i due furbacchioni hanno inviato ieri a tutti i deputati del Pdl. In essa si può leggere testualmente quanto segue:

Caro collega, da martedì prossimo 2 febbraio a partire dalle ore 10 voteremo la legge sul legittimo impedimento. Non serve ricordarti l’importanza che questo appuntamento ha per il PDL, il Presidente Berlusconi e il Governo e ti preghiamo pertanto di garantire la presenza per tutta la prossima settimana senza eccezione alcuna. Cordialmente. Firmato On. Fabrizio Cicchitto e On. Italo Bocchino“.

Dunque, per stessa ammissione dei proponenti, la legge sul “legittimo impedimento” non è una legge che serve a tutti i cittadini e al Paese ma è “importante” solo per “il Presidente Berlusconi”. Di più: per questa legge, i parlamentari del Pdl vengono letteralmente precettati (ti preghiamo di garantire la presenza in aula per tutta la prossima settimana senza alcuna eccezione). Come a dire: per tutte le altre cose che facciamo in Parlamento e per quelle volte che non ci occupiamo di leggi ad personam potete pure non venire, ma questa volta proprio no, dovete esserci “senza alcuna eccezione”, perché questa legge serve a Berlusconi.

Ecco a cosa è stato ridotto il Parlamento italiano: uno strumento ad uso e consumo di un regime piduista che ne ha snaturato ruolo e funzioni. I nostri parlamentari non hanno più alcuna libertà di scelta e – se vogliono sperare di essere rieletti (rectius rinominati dal Signore) – devono ubbidire tacendo e prostrandosi. Così faranno la settimana prossima anche tutti quei parlamentari del Pdl che affolleranno Montecitorio al contrario di ciò che è avvenuto questa settimana: siccome in Aula si discuteva di lavoro, ne mancavano quasi un centinaio. La settimana prossima, invece, volete scommettere che tutti insieme, ben intruppati e indottrinati, si presenteranno a Roma e lì, pronti ad umiliare il Parlamento e la Costituzione, all’unisono urleranno “Sì, padrone”?

Lettera originale

martedì 19 gennaio 2010

SIAMO LIETI DI COMUNICARVI CHE IL 26 GENNAIO 2010 GIOACCHINO GENCHI PRESENTERA’ IL SUO NUOVO LIBRO PRESSO L’ AUDITORIUM TOSCANINI A PARMA.

 

Genchi_fronte copia

Gioacchino Genchi è nato a Castelbuono (PA) nel 1960, sposato e padre di tre figli.

Formatosi da ragazzo nella libreria del padre, centro di ritrovo dei letterati e degli studiosi del paese. Diploma di maturità con 60/60, poi inizia a lavorare per un’azienda specializzata del centro Italia nel settore informatico mantenendosi negli studi universitari, consegue la laurea in Giurisprudenza con 110/110 e la Lode Accademica, all’Università degli Studi di Palermo.

Intraprende la carriera forense e consegue l’abilitazione all’esercizio della professione di “Avvocato”. Consegue anche l’abilitazione all’insegnamento di materie giuridiche. Nel 1985 supera il Concorso di Funzionario della Polizia di Stato nel quale dirige diversi uffici (la Zona Telecomunicazioni per la Sicilia Occidentale, il Nucleo Anticrimine per la Sicilia Occidentale, il Centro Elettronico Interregionale di Palermo, ecc.). Su incarico del CSM tiene dei corsi di formazione e di aggiornamento per Magistrati e Uditori Giudiziari, altri corsi poi per gli Avvocati, su incarico delle Camere Penali. Insegna nelle Scuole di Polizia e tiene diversi interventi presso alcune Facoltà Universitarie.

Ha svolto l’incarico di consulente tecnico dell’Autorità Giudiziaria in importanti indagini e processi penali. I risultati del suo lavoro sono consacrati in centinaia di ordinanze, di sentenze e di pronunce della Corte di Cassazione.

Per una scelta puramente deontologica è in aspettativa non retribuita dal giugno del 2000 dal Ministero dell’Interno.

Per ulteriori informazioni www.gioacchinogenchi.it

sabato 16 gennaio 2010

Manifestazione 30 gennaio 2010

Autore: Enrico Arillo

Il corteo seguirà il seguente percorso: concentramento in Piazzale Santa
Croce (ore 15:00), di seguito percorrerà Strada Massimo D’Azeglio, Via
Mazzini, Via Garibaldi, Piazzale della Pace (dove poseremo una corona di
fiori davanti al monumento del Partigiano), Via Cavour, Piazza Garibaldi
(eventuale proseguimento fino alla Prefettura in Strada della Repubblica e
ritorno).
La conclusione è in Piazza Garibaldi dove ci saranno vari interventi tra cui un
costituzionalista (fine della manifestazione ore 19:00).

Il corteo verrà diviso in base alla suddivisione degli articoli sopracitati (vedi volantino).
Se riusciamo terremo in testa lo striscione: “Difendiamo la Costituzione per
difendere i diritti fondamentali di tutti: Lavoro, Uguaglianza, Cultura e
Informazione!”

Vorremmo dividere (se le adesioni fossero molto elevate anche dai sindacati,
scuole e altre associazioni) il gruppo di lavoratori, precari, disoccupati
nella parte del Lavoro, gruppi antirazzisti nella parte dell’Uguaglianza,
studenti nella Parte della Cultura e così via…

Il sito dell’ evento di Parma su Facebook lo trovate qui
Il sito degli eventi nazionali su Facebook lo trovate qui

Mentre il blog nazionale (dove ci sono i riferimenti città per città) è http://30gennaio2010.wordpress.com/

venerdì 15 gennaio 2010

Cavalli: non ci sto a fare la vittima

 

La squadra per la Lombardia e’ oramai pronta. l’Italia dei Valori aprira’ le proprie liste alla societa’ civile, come ha già fatto alle elezioni europee, per coinvolgere persone che, come Cavalli, hanno dimostrato in questi anni di poter risvegliare con il proprio lavoro la coscienza civile.

Cavalli ha deciso di scendere in campo al nostro fianco per scardinare un governo di affaristi radicato anche in Lombardia dove il sultanato Formigoni ormai ha ridotto gli spazi di gestione reale della cosa pubblica ad un affare di lobby.

Testo dell’intervento di Giulio Cavalli

In questo momento faccio una di quelle scelte più impopolari. Se avessi dietro di me una grande azienda di strategia di marketing mi avrebbe sicuramente sconsigliato di fare questo passo.
Ho pensato che l’impegno politico potesse essere uno dei “lati” del mio lavoro. Sembra che gli accorati segnali che mandavamo dal palco fossero abbastanza sterili, allora abbiamo pensato a quella che fondamentalmente dovrebbe essere l’attività per eccellenza, la Politica con la “P” maiuscola.
Qual è stata la molla? Il grande piacere e la grande soddisfazione di prendersi delle responsabilità, di non rimanere nel ruolo di vittima che in questo Paese sembra essere assegnata a chiunque viva in situazioni come la mia, con la scorta e quant’altro, ma farmene carico senza scavalcarla.
Perché l’Italia dei Valori? Innanzitutto perché l’Italia dei Valori me lo ha chiesto, ed è già un buon motivo. Poi perché in questo partito ci sono persone come Luigi de Magistris e Sonia Alfano, con cui condivido i modi e i contenuti già da tempo, perché i 10 punti del programma dell’Italia dei Valori sono quelli di qualsiasi cittadino responsabile, e sono punti in cui mi riconosco.
Il mio primo obiettivo è quello di raccontare la realtà. Finché non c’è la conoscenza del reale, e quindi cercare di svestirlo da questa grossa bugia che si racconta della Lombardia, quando questa è una regione che dello sviluppo del lavoro e dell’onestà ne ha fatto una delle caratteristiche fondanti. Bisogna provare a capire che queste sono le caratteristiche che permetterebbero a questa regione di fare una battaglia concreta contro chiunque voglia utilizzarla in modo criminale.
Il mio non è un cambiamento di programma, ma un allargamento di impegno. La coerenza dell’impegno a livello politico cosi come a livello teatrale è la stessa.
Continuerò a fare teatro. Abbiamo uno spettacolo in cantiere su un Senatore prescritto perché non ne vada prescritta la memoria.

giovedì 14 gennaio 2010

L’ IDV di Parma incontra Franco Grillini per parlare dei Diritti Civili

Franco Grillini