Commissione per l’agricoltura

Responsabile: Venusto Lanzi

AGRICOLTURA: GLI ADDETTI PROTESTANO

La Food Valley sta chiudendo. Le eccellenze, i prodotti tipici, il parmigiano, il prosciutto e il pomodoro  rischiano di essere sempre più slogan vuoti. La cruda realtà è fornita come sempre dai numeri: nel 2007 la Camera di Commercio di Parma censiva 7.302 imprese agricole, nel 2008 scese a 7.194 e al 30 settembre 2009 ulteriormente ridottesi a 7.024. In meno di due anni hanno serrato i battenti 278 aziende.

Dal settore lattiero caseario agli allevamenti suinicoli, dai cereali alla vitivinicoltura non si salva nessuno: tutti settori colpiti da un drastico calo dei redditi e dall’aumento dei costi di produzione. “Vogliamo sensibilizzare le istituzioni e i cittadini per la situazione di forte crisi del comparto. Prodotti poco tutelati, sottoposti alla concorrenza sleale dei mercati extra Ue. Alla faccia della qualità e della tipicità, di un’agricoltura che garantisce cibo, sicurezza alimentare, tutela del paesaggio, valorizzazione del territorio e crea occupazione.

Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop e Uplas lamentano “più carte da firmare che erbacce da estirpare” e ricordano che “difendendo l’agricoltura si tutela il territorio”. Le associazioni chiedono dunque risorse certe per il comparto in Finanziaria, perchè le imprese agricole ormai non producono reddito e lavorano in perdita. Servono aiuti concreti che finora la manovra economica e le misure anti-crisi del governo non hanno adottato. “Il nostro settore è disconosciuto nella sua importanza, richiamiamo l’attenzione della politica e dei cittadini”, afferma il presidente della Cia Guido Baratta.

Antonio Di Pietro intervenendo sull’argomento dice:

“Dietro di me ci sono gli agricoltori, che lavorano ‘a perdere’ senza contare il tempo che impiegano per il loro lavoro, agricoltori ai quali questa finanziaria non dà un euro di sostegno e di incentivi. Una finanziaria che pensa al ponte sullo stretto di Messina e ai soldi per fare autostrade in Libia, una finanziaria che non pensa a dare la possibilità agli agricoltori di arrivare almeno in pareggio. I soldi che spendono i consumatori per riempire la tavola di prodotti, sono inversamente proporzionali ai soldi che spendono gli agricoltori per produrre. Per ogni prodotto che trovate a due euro sul vostro tavolo, all’agricoltore vengono dati 15 centesimi, a volte anche 12 centesimi. Per fare un esempio, un quintale d’uva costa venti euro dall’agricoltore, mentre voi lo pagate 2 o 3 euro al chilo sul balcone. Cosa voglio dire con questo? Quando pagate 2 euro pagate una somma esagerata rispetto alla somma che gli agricoltori percepiscono per produrre.
Noi dell’Italia dei Valori in Parlamento stiamo facendo il possibile per modificare questa legge finanziaria, affinché dia maggior spazio agli agricoltori e all’agricoltura nel suo complesso”.

L’AGRICOLTURA: VIA PER USCIRE DALLA CRISI

Mentre il governo per combattere la crisi premia gli evasori fiscali con lo scudo fiscale, ripropone, infischiandosene di un referendum, le centrali nucleari e propone un “piano casa” per continuare a cementificare il nostro già disastrato territorio l’ Italia dei Valori vuol porre in primo piano l’ AGRICOLTURA come una delle possibili vie per uscire dalla crisi. Soprattutto in questo momento in cui la salvaguardia dell’ambiente è diventato finalmente un obbiettivo prioritario, l’agricoltura deve tornare ad essere uno dei settori trainanti della nostra economia. Il sostegno e l’incentivazione del settore agricolo sarà un tema centrale per l’Italia dei Valori, in particolare in quelle realtà locali creative ed innovative che fanno dei “nostri” prodotti il punto di forza del Made in Italy agroalimentare/gastronomico. Agricoltura vuol dire infatti anche conservazione del territorio, del paesaggio e tutela dell’assetto idrogeologico italiano già fortemente provato, tutela e valorizzazione dei prodotti tipici italiani, turismo enogastronomico, rurale ed ambientalista e opportunità di lavoro (da incentivare soprattutto per i giovani). Sulla base di queste premesse e consapevole della crisi – di reddito, di produttività, di investimenti, di occupazione – che il comparto agricolo attraversa da anni l’Italia dei Valori di Parma si propone di incontrare gli operatori agricoli e i rappresentanti di categoria locali per ascoltare i loro problemi e le loro richieste al fine di elaborare una serie di proposte concrete e realistiche da presentare in un programma a livello regionale che abbia come obbiettivi primari:

  • la tutela della nostra agricoltura e dei suoi prodotti (Parmigiano Reggiano, salumi, pomodori)
  • la conservazione e la valorizzazione del nostro territorio e del contesto rurale (recupero edifici rurali, contenimento dell’edilizia residenziale/commerciale nuova)
  • la salvaguardia dell’ambiente e l’incentivazione delle energie rinnovabili
  • l’arresto dell’emorragia occupazionale , soprattutto giovanile, che sta caratterizzando il comparto agricolo
  • il sostegno e la valorizzazione del turismo rurale, enogastronomico, termale

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